Vicus Augustanus, l'archeologia del territorio laurentino

15—20/04/2019

Il culto di Enea di ritorno da Troia, la presenza di santuari antichissimi e di numerose aree archeologiche bastano ad illustrare la particolare importanza attribuita in antico alla costa laziale a sud di Roma.

Proprio l'archeologia del territorio laurentino sarà al centro della conversazione tra Paolo Liverani (archeologo e professore ordinario di Topografia dell'Italia antica, presso l'Università di Firenze) e Mariarosaria Barbera (archeologa e direttore del Parco archeologico di Ostia Antica), che si svolgerà martedì 16 aprile, dalle 16,30, presso l'Antiquarium della più antica colonia romana.

Le ricerche degli ultimi decenni permettono di seguire gli sviluppi storici del territorio laurentino, delineando la sua evoluzione fino alle soglie del Medioevo” fa sapere il professor Liverani, secondo il quale “già in età repubblicana la costa del Lazio a sud di Roma si suddivideva fra importanti centri urbani, quali Ostia, Ardea e Lavinium. Nella prima età imperiale sul litorale laurentino avremmo scorto una fitta rete di ville, fra le quali anche quella di Plinio il Giovane, e avremmo visto nascere il Vicus Augustanus Laurentium”, i cui resti monumentali sono oggi custoditi dal perimetro della Tenuta Presidenziale di Castel Porziano.

Un'occasione straordinaria, quella di martedì 16 aprile, per seguire le tracce storiche lasciate dalle trasformazioni del territorio laurentino fino agli eventi bellici del V secolo d.C.. Dalle vivaci ristrutturazioni severiane, alle attenzioni riservate dall'imperatore Costantino al Vicus Augustanus, fino al passaggio di vaste aziende agricole e strutture pubbliche dalla proprietà dal fisco imperiale all'autorità episcopale.

E' possibile rivedere i lavori della conferenza nelle seguenti videoclip:

Mariarosaria Barbera (7,11 minuti)

Paolo Liverani (55,06 minuti)

Mosaico Vicus Augustanus. foto M Lo BlundoMosaico proveniente da Vicus Augustanus